: Il mio intento è quello di semplificare le barche, oggi troppo complesse e lunghe da costruire
Quando parla la voce dell’esperienza vale sempre la pena di ascoltare. Fulvio De Simoni rappresenta un’istituzione nel mondo nautico, con oltre 3500 barche disegnate in più di 40 anni di carriera. Nato a La Spezia, è a Milano che inizia la sua professione, prima presso lo studio di Alberto Mercati, poi fondando insieme a Massimo Gregori la Yankee Delta, nel 1977. Nel 1983 nasce Italprojects, con il quale la carriera fa un grande salto, anche grazie all’incontro con Tilli Antonelli, fondatore di Pershing e Wider, per il quale disegnerà le prime imbarcazioni identitarie dei marchi e con cui collabora ancora oggi (da poco è stato varato il Pershing GTX116 ndr.). Ma oltre a questi marchi, lo yacht designer (architetto di formazione) ha lavorato con numerosi cantieri italiani e internazionali: Antago, Mochi Craft, Giannetti, Raffaelli, Aicon, Evo Marine, per citarne solo alcuni. “Nel 2015 ho deciso di creare una nuova società insieme ai mie collaboratori più stretti (Enrico Lotti e Cristiano Tonarelli, ndr.), per trasmettere il valore del marchio”, spiega.

Nasce così la Fulvio De Simoni Yacht Design, che ha base nella sua città natale. La sottile ironia e l’understatement sono due caratteristiche di De Simoni, che sicuro del fatto suo rifiuta ogni tipo di omologazione: “Sono 30 anni che non vado a visitare la barca di un concorrente, perché ritengo che quello che si respira tutti i giorni sia sufficiente a capire dove va il mondo, senza guardare come un collega lo interpreti”, racconta. “Preferisco inventare una piccola cosa ogni tanto, che copiarne dieci da chi le ha già fatte”. Per questo il suo punto di vista è originale: “Quello che provo a fare è semplificare le barche, che oggi si stanno un po’ equivocando. Ogni innovazione che avviene su un’automobile, o in qualsiasi altro settore, la vediamo riproporre sulle barche. Ma non si può riportare la vita di terra esattamente com’è su una barca. Si progettano yacht sempre più complessi e costosi e, con la scarsità di manodopera disponibile oggi, i tempi di costruzione si allungano. A mio parere questo settore sta involvendo su se stesso e anche i progettisti sono chiamati ad adattarsi a queste esigenze”. Molto innovativo e certamente complesso è uno dei suoi ultimi progetti realizzato per Rossinavi, il Sea Cat 40, in costruzione.

Lungo 42,75 metri, il catamarano è pensato per fare il giro del mondo in maniera intelligente: ha una propulsione elettrica che si ricarica con l’ampia pannellatura solare che ne ricopre ogni superficie possibile e un sistema di intelligenza artificiale che ottimizza l’utilizzo delle batterie permettendogli di fare traversate atlantiche navigando per 20 giorni a 8 nodi in elettrico. “Le abbiamo voluto dare un aspetto da navetta spaziale, con la prua rovesciata e una linea a onda, ma senza che queste forme insolite interferissero con quella che era l’essenza della barca, cioè la capacità di portare un’enorme quantità di batterie nella parte centrale tra i due scafi, che di solito non viene sfruttata”.
Dal 2021 la vasta conoscenza in campo nautico di De Simoni si è sposata con la grande capacità di progettazione di Pininfarina, nome storico del design italiano noto in tutto il mondo, dalla cui collaborazione è nato un primo progetto di catamarano a motore di 56′ del quale sta iniziando la costruzione proprio in questi giorni. Ora stanno disegnando un explorer e al prossimo Yachting Festival di Cannes 2023 sarà svelato un catamarano di più ampie dimensioni, intorno ai 40 metri. “Circa 20 anni fa Piero Ferrari, a cui avevo appena fatto una barca, mi disse che avrebbe avuto piacere di portarmi in Pininfarina, che ai tempi collaborava con la Ferrari, perché sarebbe stato interessante fare qualcosa insieme. All’epoca non si concretizzò nulla, ma questa collaborazione la considero un discorso iniziato molti anni fa e finito oggi”.

Articolo scritto da: Samuela Urbini
L’articolo è stato pubblicato su THE ONE – Yacht and Design n. 35 del 2023














